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Ipertensione, Fibrillazione Atriale e Coronavirus, una combinazione pericolosa

Chi soffre di malattie cardiovascolari è più a rischio di sviluppare complicanze da COVID-19, secondo diversi studi clinici.

L’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha reso pubblici i dati delle prime analisi su patologie preesistenti in pazienti italiani deceduti a causa del COVID-19 (qui il report) ed è emerso che il 76% dei pazienti era affetto da ipertensione, il 37% da cardiopatia ischemica e/o diabete e il 26,5% da Fibrillazione Atriale. Sono numeri che confermano quanto già pubblicato in Cina a febbraio sulla rivista medica JAMA dal Chinese Center for Disease Control and Prevention, che affermava anche che la letalità del Coronavirus, del 2% sulla popolazione complessiva, sale fino al 6% nelle persone ipertese e fino al 10% nei soggetti con scompenso cardiaco.

Ma perché i pazienti con patologie cardiovascolari sono a rischio in caso di contagio?

Coronavirus e complicanze cardiovascolari

Il COVID-19 è un virus che colpisce in modo piuttosto aggressivo i polmoni e l’apparato respiratorio, limitando l’attività polmonare e l’ossigenazione del sangue. Questo si ripercuote sul cuore, che deve pompare il sangue più velocemente per mantenere l’ossigenazione degli organi, generando aritmie e danni cardiaci acuti.

coronavirus ipertensione e fibrillazione atriale

In un paziente che ha già problematiche cardiovascolari pregresse questo ulteriore sforzo a danno del cuore e del sistema sanguigno può essere fatale. Non si esclude inoltre che il Coronavirus possa causare anche un danno diretto alle cellule del cuore.

Suggerimenti per i soggetti a rischio

Chi soffre di patologie come diabete, ipertensione e Fibrillazione Atriale deve stare particolarmente attento a non rischiare il contagio, perché il Coronavirus potrebbe portare complicanze molto spiacevoli e pericolose. I suggerimenti, come ricorda anche il sito di SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa), per tutti i pazienti con patologie cardiovascolari sono soprattutto questi:

  1. restare in casa se non per motivi molto seri o di salute;
  2. continuare la terapia antipertensiva o le altre terapie prescritte dal medico e mantenere una dieta sana, ipocalorica e con poco sale;
  3. non andare dal medico e tenere monitorata la pressione arteriosa con i misuratori di pressione domiciliari, meglio se dotati della tecnologia per la rilevazione della Fibrillazione Atriale;
  4. se si è costretti a uscire occorre proteggersi adeguatamente con guanti, mascherina (possibilmente FFP2 o – se è disponibile – FFP3) e mantenendo il più possibile una distanza di sicurezza di 2 metri dalle altre persone. Lavarsi le mani sempre appena possibile;
  5. se si avvertono sintomi simil-influenzali chiamare il medico di famiglia o i numeri verdi regionali dedicati all’emergenza COVID-19.
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Ipertensione e sport: consigli pratici per chi è iperteso

8 consigli da seguire in caso di ipertensione, per fare sport e movimento nel modo corretto

L’ipertensione non costituisce, salvo casi particolari e molto rari, un’emergenza, per cui, una volta rilevati valori anomali, la prima cosa da fare è cambiare stile di vita. E se siete già riusciti a buttare il pacchetto di sigarette, il passo successivo sarà iniziare un’attività fisica. Di che tipo? Chiaramente meglio muoversi poco che niente, ma se intendiamo davvero imboccare la strada giusta, allora, sarebbe molto meglio affidarsi ad attività di resistenza piuttosto che ad una attività in palestra, dove solitamente si effettuano esercizi di tipo anaerobico, cioè di potenza. È invece opportuno cercare di diminuire le resistenze periferiche (con conseguente calo pressorio), e questo lo si ottiene con esercizi di tipo aerobico, come correre, camminare, andare in bicicletta, nuotare.

ipertensione e sport, corsa

Se proprio si preferisce stare al chiuso, l’ambiente della palestra può essere valido solo a patto di frequentare, come detto, l’area “aerobica”, dedicata al cardiofitness, quindi per capirci tutto il mondo che ruota, è il caso di dirlo, attorno a biciclette orizzontali, verticali, tappeti, vogatori e simulatori di sci di fondo. Grazie all’attività fisica si consumano calorie, si abbassano le resistenze periferiche, aumentano le fibre muscolari lente (S.T. = slow twich) e si innesca un circolo virtuoso che conduce, anche abbastanza rapidamente, a diminuire, di poco ma significativamente, i valori della pressione.

Sport: i consigli all’iperteso

  1. L’ipertensione è uno dei più importanti fattori di rischio per malattie cardiovascolari, pertanto, combattendo questa patologia, si riducono le possibilità di ammalarsi delle altre.
  2. Spesso la causa va ricercata nel rapporto diretto tra peso corporeo ed elevati valori pressori; letto all’inverso, però, questo è un dato confortante: è sufficiente difatti perdere il 10% del peso corporeo per ottenere, nel soggetto iperteso, un abbassamento di 10 mm/Hg della pressione arteriosa.
  3. Il calo ponderale, oltre che con una ridotta introduzione delle calorie, può essere ottenuto anche con un maggior dispendio, cioè con un aumento dell’attività fisica; il comportamento ideale è quello di abbinare un minor introito ad un aumento dei consumi. Così facendo il vantaggio non sarà doppio, ma esponenziale, perché con l’attività fisica si elimina un altro fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.
  4. Lo sport è certo una pratica sana ed utilissima, ma, nel caso specifico, devono essere privilegiate le attività aerobiche, cioè di resistenza, come la corsa, la camminata veloce, il ciclismo, il nuoto; vanno invece assolutamente evitate quelle di potenza, come il sollevamento pesi, e comunque tutte le discipline in cui il meccanismo lattacido è preponderante.
  5. Quanta attività fisica? “Il più possibile” sarebbe la risposta immediata, ma 3-4 volte la settimana costituisce la frequenza ottimale, anche per consentire all’apparato cardiovascolare di mettere in atto quegli adattamenti che potrebbero evitare il ricorso ai farmaci, e che in ogni caso agiscono in perfetta sincronia con essi.
  6. Attualmente è a disposizione del medico una vasta gamma di farmaci antipertensivi, però è importante partire dal presupposto che la terapia costituisce non il punto di partenza, ma il traguardo di un percorso che ha come tappe intermedie i meccanismi noti di calo ponderale, alimentazione corretta, attività fisica, ecc…
  7. Solo dopo che, trascorsi almeno 6 mesi, non si sono normalizzati i valori pressori, si inizia un percorso terapeutico includente anche i farmaci.
  8. Impariamo a misurare la pressione arteriosa da soli, senza il condizionamento psicologico esterno, nella tranquillità della propria abitazione, dopo almeno 10 minuti di riposo: saranno rilevati valori più corrispondenti alla realtà.
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Ipertensione: domande e risposte

Le domande più frequenti su pressione alta e Fibrillazione Atriale

Cos’è l’Ipertensione Arteriosa?

Quando durante la visita medica la pressione massima è uguale a, o supera, i 140 mmHg o la minima i 90 mmHg la pressione è alta e potrebbe essere Ipertensione Arteriosa. Le malattie causate dall’Ipertensione Arteriosa sono:

  • Infarto cardiaco
  • Scompenso cardiocircolatorio
  • Fibrillazione Atriale
  • ICTUS cerebrale
  • Insufficienza renale
  • Sfiancamento/rottura dell’aorta
  • Occlusione delle arterie degli arti inferiori.

Nella maggioranza dei pazienti la causa dell’innalzamento della pressione è sconosciuta (Ipertensione essenziale o primitiva), mentre sono noti alcuni fattori, oltre all’età, che aumentano le probabilità di essere Ipertesi o di diventarlo:

  • Uno o entrambi i genitori Ipertesi
  • Eccessivo consumo di sale
  • Sovrappeso od obesità
  • Sedentarietà
  • Uso di farmaci o sostanze che possono aumentare la pressione (pillola contraccettiva, farmaci antinfiammatori, cortisonici, vasocostrittori nasali, anfetamine, cocaina, etc.).

Più alta è la pressione, maggiore è il rischio di malattie cardiovascolari.

Perché controllare la Pressione Arteriosa?

La pressione è la forza esercitata dal sangue sulle pareti arteriose durante la circolazione. La pressione “MASSIMA” o sistolica corrisponde al momento della contrazione cardiaca. La pressione “MINIMA” o diastolica corrisponde al momento di riposo del cuore. Nel mondo gli Ipertesi sono circa 1 miliardo e mezzo mentre in Italia sono oltre 15 milioni. Ogni anno muoiono per Malattie Cardiovascolari dovute alla pressione alta: 280.000 persone in Italia / 8-8,5 milioni di persone nel mondo. Nella maggioranza dei casi l’Ipertensione arteriosa non dà disturbi e spesso i sintomi si presentano solo dopo molti anni, quando l’Ipertensione ha già provocato danni all’organismo. Solo la misurazione regolare della Pressione Arteriosa permette di diagnosticare l’Ipertensione e di verificare l’efficacia della terapia nella prevenzione delle complicanze cardiovascolari. In Italia solo 1 persona su 4 ha la pressione ben curata.

ipertensione arteriosa

Come misurare la Pressione Arteriosa?

L’Ipertensione Arteriosa è tra i maggiori fattori di rischio delle Malattie Cardiovascolari e dell’ICTUS: sono è asintomatica e non viene diagnosticata in tempo, esponendo il paziente ad inutili rischi, per questo va controllata con regolarità dal Medico, in Farmacia e a casa.

La misurazione della pressione deve seguire alcuni semplici passaggi:

  • Essere a riposo da almeno cinque minuti
  • Non bere caffè o fumare per almeno mezz’ora
  • Non indossare indumenti stretti alla vita e al braccio
  • Sedere comodamente, ben appoggiati allo schienale
  • Non incrociare in alcun modo le gambe o i piedi
  • Misurare la pressione sul braccio dove la pressione è più alta.
  • Se possibile effettuare, dal Medico o in Farmacia, la misurazione contemporanea della Pressione Arteriosa ad entrambe le braccia per determinare il proprio “braccio dominante”
  • Appoggiare il braccio sul tavolo, circa all’altezza del cuore
  • Avvolgere il bracciale in modo corretto intorno al braccio (vedere le istruzioni dell’apparecchio) facendo attenzione che questo sia della dimensione adeguata
  • Misurare una prima volta la pressione dopo essere stato seduto col braccio appoggiato al tavolo da almeno un minuto
  • Effettuare almeno una seconda misurazione con una pausa non inferiore ai 15 secondi tra una misurazione e l’altra
  • Se l’apparecchio non memorizza i risultati o viene utilizzato da più persone in famiglia registrarli subito su un foglio. Per avere dei dati attendibili bisogna fare le medie di più valori.
  • Fare le misurazioni al mattino e alla sera prima di assumere i farmaci per la pressione e prima di mangiare
  • Effettuare le misurazioni per sette giorni di seguito.

La misurazione della pressione arteriosa deve essere eseguita nell’ambito del controllo del Medico. In base ai valori medi dell’ultima serie di misurazioni il Medico indicherà quando eseguire il prossimo controllo. In caso di disturbi di vario tipo (debolezza, testa leggera, capogiri, ecc.) se si teme dipendano dalla pressione, effettuare la misurazione mentre è presente il disturbo e comunicare poi i valori al Medico.

Cosa fare per prevenire l’Ipertensione Arteriosa?

Con una vita sana e evitando comportamenti dannosi:

  • Alimentarsi correttamente
  • Fare attività fisica regolare come camminare a passo svelto o andare in bicicletta per almeno 30 minuti al giorno, per almeno 4 volte la settimana
  • Fare attenzione a non ingrassare; in caso di sovrappeso ridurre il peso con una dieta equilibrata e facendo attività fisica
  • Ridurre l’assunzione di sale evitando i cibi salati e l’uso di sale a tavola
  • Non fumare
  • Non abusare di alcol e droghe.

Come curare l’Ipertensione Arteriosa?

L’Ipertensione Arteriosa e le conseguenze ad essa correlate possono essere curate o tenute sotto controllo soprattutto se diagnosticate in tempo. L’aderenza alla terapia, ovvero l’assunzione continuativa e regolare del farmaco prescritto dal Medico, è un fattore fondamentale per il successo del trattamento. Non variare mai la cura, il farmaco, la posologia, la frequenza d’assunzione, ecc. al di fuori della prescrizione del Medico. Per maggiori informazioni in merito alle opzioni di trattamento chiedi al tuo Medico Curante.

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Holter pressorio, quando serve?

Perché monitorare la Pressione Arteriosa nelle 24 ore?

Il monitoraggio della pressione arteriosa delle 24 ore è una metodica ormai ampiamente diffusa ed accessibile anche in Farmacia, che permette di monitorare la pressione in maniera accurata e dettagliata durante tutta la giornata.

Il paziente iperteso, o sospettato di esserlo, deve essere sottoposto ad un monitoraggio della pressione arteriosa delle 24 ore, per valutare con precisione la variazione pressoria nelle diverse attività della giornata: mentre lavora, nei momenti di relax casalingo, e soprattutto di notte, quando sono maggiori i rischi di eventi cardiovascolari. Ciò permette al medico di migliorare la diagnosi di ipertensione arteriosa, di rendere più efficace il trattamento antiipertensivo e quindi di meglio prevenire le malattie cardiovascolari da essa conseguenti.
Il monitoraggio della pressione delle 24 ore (Holter Pressorio) è indicato:

  • Per confermare la diagnosi di Ipertensione.
  • Quando si vuole valutare l’efficacia del trattamento antiipertensivo, in termini di copertura delle 24 ore.
  • In casi di significativa discrepanza tra la pressione misurata nell’ambulatorio Medico, in Farmacia o a casa.
  • In casi di Ipertensione resistente al trattamento farmacologico assunto regolarmente.
  • In casi di sospetta Ipertensione durante il sonno notturno.
  • In casi di sospetta Ipertensione arteriosa in gravidanza.
  • In episodi di Ipotensione Arteriosa.

La Pressione Arteriosa che sembra normale in alcuni momenti della giornata, può non esserlo per tutte le 24 ore, ed esporre quindi al rischio di malattie cardiovascolari.

Perchè effettuare l’Holter Pressorio in Farmacia?

L’importanza della Farmacia nell’erogare servizi, come il monitoraggio della Pressione delle 24 ore, è riconosciuto dal punto di vista legislativo dal Ministero della Salute con il decreto del 16 dicembre 2010. La Farmacia è infatti il presidio della Salute sul territorio dove poter effettuare sia prestazioni analitiche di prima istanza, rientranti nell’area dell’autocontrollo (test di glicemia, colesterolo, trigliceridi, emoglobina, ecc.), che esami strumentali specialistici, come l’Holter Pressorio. L’obiettivo per il Servizio Sanitario Nazionale è quello di migliorare il servizio al paziente, sgravare le strutture ospedaliere di attività erogabili sul territorio e ridurre i costi. Il servizio Holter Pressorio in Farmacia è effettuato:

  • Con apparecchi di nuova generazione accurati e validati da Società Scientifiche
  • In conformità a quanto previsto dalle Linee Guida
  • Nel rispetto della legge sulla privacy e per il trattamento dei dati sensibili del Paziente
  • Con personale qualificato a svolgere tale attività
  • Con un altissimo livello qualitativo grazie alla telemedicina che garantisce la supervisione e la diagnosi dell’esame del Medico.

I vantaggi del servizio Holter Pressorio in Farmacia sono la possibilità di effettuare l’esame praticamente sotto casa, ma in un ambito sanitario e professionale e con tempi di attesa brevi e tempi rapidissimi di rilascio del referto (che può essere inviato anche via email sia al paziente che al medico).

holter pressorio in farmacia

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Come si misura la pressione nel modo corretto

I consigli delle società scientifiche

La misurazione della pressione arteriosa deve essere eseguita nell’ambito del controllo del medico e con apparecchi validati da società scientifiche internazionali che siano in grado di effettuare la misurazione anche su pazienti particolari (donne in gravidanza, diabetici, dializzati, obesi, anziani, fibrillanti, ecc…).

La misurazione della pressione deve essere sempre effettuata sul braccio dal valore più alto (o su quello non dominante in assenza di differenze).

Misurare la pressione in modo corretto è indispensabile perché il risultato sia utilizzabile dal medico.

Ecco come si misura la pressione correttamente la pressione a casa:

  • essere a riposo da almeno cinque minuti;
  • non aver bevuto bere caffè o fumato da almeno mezz’ora;
  • non indossare indumenti stretti alla vita e al braccio;
  • sedere comodamente, ben appoggiati allo schienale della sedia;
  • non incrociare in alcun modo le gambe o i piedi;
  • appoggiare il braccio sul tavolo, all’altezza del cuore;
  • avvolgere il bracciale in modo corretto intorno al braccio (vedere le istruzioni dell’apparecchio), facendo attenzione che questo sia della dimensione adeguata;
  • misurare una prima volta la pressione dopo essere stato seduto col braccio appoggiato al tavolo da almeno un minuto;
  • effettuare almeno una seconda misurazione con una pausa non inferiore ai 15 secondi tra una misurazione e l’altra;
  • se l’apparecchio non memorizza i risultati o viene utilizzato da più persone in famiglia registrarli subito su un foglio o su una apposita agendina;
  • fare le misurazioni al mattino e alla sera prima di assumere i farmaci per la pressione e prima di mangiare;
  • effettuare le misurazioni per sette giorni di seguito per poter fare una media.

Come si misura la pressione in caso di aritmie?

Quando il cuore non batte ad intervalli regolari, come ad esempio in caso di aritmie o di Fibrillazione Atriale, non è sempre agevole eseguire una corretta misurazione della pressione. Per questo motivo è raccomandabile, durante la misurazione della pressione, verificare la presenza o meno di possibili aritmie come la Fibrillazione Atriale (fattore di rischio per l’ictus), utilizzando apparecchi dotati di algoritmo validato per questa rilevazione .

In circa un terzo dei casi la Fibrillazione Atriale rimane asintomatica e non è diagnosticata. È quindi indispensabile un approccio proattivo di medici, farmacisti e pazienti che permetta di generare il sospetto di Fibrillazione Atriale. Basta poco: controllare il proprio battito cardiaco attraverso la palpazione del polso o misurandosi la pressione arteriosa con apparecchi automatici dotati di algoritmi (validati) in grado di indicare la possibile presenza di Fibrillazione Atriale.

La possibilità di controllare, in modo semplice e con regolarità, la presenza o meno di Fibrillazione Atriale al momento dell’automisurazione della pressione arteriosa a domicilio può rappresentare un primo passo verso la prevenzione dell’ictus.

In caso di sospetta presenza di Fibrillazione Atriale suggerita durante la misurazione della pressione arteriosa comportarsi come segue:

  • se non si avverte alcun disturbo effettuare il controllo della regolarità del polso attraverso la palpazione dell’arteria radiale e un’altra misurazione dopo 1 ora. Se confermato il sospetto di Fibrillazione Atriale comunicare subito l’accaduto al medico o farlo con calma se questa non venisse confermata.
  • Se si avvertono disturbi (lieve mancanza di respiro, stanchezza inusuale, senso di cuore che batte troppo rapidamente, ecc.) avvisare subito il medico.

Qui potete scaricare e stampare l’agendina per monitorare e tenere traccia delle proprie misurazione di pressione e di Fibrillazione Atriale e cura della SIIA (Società Italiana contro l’Ipertensione Arteriosa).

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I due complici dell’ICTUS

Pressione arteriosa elevata e Fibrillazione Atriale, due patologie interconnesse controllabili con la stessa tecnologia

L’ipertensione arteriosa è notoriamente il più importante fattore di rischio cardiovascolare ed è spesso causa di ICTUS cerebrale. È pertanto indispensabile, una volta identificati alti livelli pressori, mettere in atto tutte le pratiche terapeutiche disponibili (farmacologiche e non farmacologiche, quali attività fisica e riduzione del peso corporeo) per riportarli entro i limiti normali.

Attualmente la grande maggioranza dei pazienti ipertesi ha a casa un misuratore della pressione arteriosa (sfigmomanometro), manuale o elettronico, con il quale controlla regolarmente la sua pressione arteriosa.

La Fibrillazione Atriale è anch’essa una frequente causa di ICTUS cerebrale a causa della formazione, nell’atrio fibrillante, di piccoli trombi che, frammentandosi, inviano minuscoli frammenti nel torrente circolatorio. Oltre il 70% di essi si localizza nel cervello provocando TIA o ICTUS. La Fibrillazione Atriale è spesso osservata in pazienti con ipertensione arteriosa, per cui si delinea una speciale popolazione di pazienti candidati all’ICTUS in quanto affetti da entrambe le patologie. La possibilità di controllarle entrambe prevenendone i danni è indubbiamente un ambizioso obiettivo che potrebbe abbattere significativamente l’incidenza dell’ICTUS cerebrale nella popolazione italiana.

La Fibrillazione Atriale, spesso asintomatica, è particolarmente pericolosa perché la persona che ne soffre non è consapevole della sua presenza e pertanto non viene sottoposta alle terapie del caso, con il conseguente notevole aumento del rischio di ICTUS. Generare il sospetto di Fibrillazione Atriale, eseguendo la palpazione del polso o misurando la pressione con apparecchi validati per questo utilizzo, è pertanto un importante mezzo di prevenzione dell’ICTUS, ma deve essere seguito dal controllo medico che effettuerà gli accertamenti necessari.

Come fare? La attuale sofisticata tecnologia elettromedicale ci mette a disposizione uno sfigmomanometro elettronico che oltre alla misurazione dei valori pressori sistolici e diastolici ed a quelli della frequenza cardiaca, è in grado, grazie ad uno speciale software di cui è dotato, di individuare la presenza di una Fibrillazione Atriale e consentire al paziente di iniziare immediatamente la necessaria terapia antiaritmica e anticoagulante.

È sufficiente misurare la pressione arteriosa tre volte consecutive e osservare nello schermo l’eventuale presenza della scritta Afib. In questo caso il paziente prenderà contatto con il proprio medico che gli darà gli appropriati consigli terapeutici.

La sensibilità e la specificità del dispositivo è stata verificata con la registrazione dell’elettrocardiogramma in più studi ed è stata sempre particolarmente elevata: rispettivamente il 97 – 100% di sensibilità e l’89% di specificità. Ciò vuol dire che praticamente tutti o quasi tutti i soggetti con Fibrillazione Atriale in atto al momento della misurazione vengono correttamente identificati. I casi nei quali venga segnalata una Fibrillazione Atriale non esistente sono decisamente pochi, inferiori all’11 %, e spesso sono persone portatrici di un elevato numero di extrasistoli. Il Nice (National Institute for Health and Clinical Excellence) istituzione inglese deputata fra l’altro anche al controllo della tecnologia elettromedicale, ne riconosce l’affidabilità e ne consiglia l’utilizzo per il monitoraggio della pressione arteriosa e della Fibrillazione Atriale oltre che per abbattere l’incidenza dell’ICTUS cerebrale.

Cosa fare in caso di rilevazione della Fibrillazione Atriale durante la misurazione della pressione?  Se non si avverte alcun disturbo effettuare un’altra misurazione dopo 1 ora. Se la Fibrillazione Atriale venisse confermata, comunicare subito l’accaduto al medico o farlo con calma nel caso non venisse confermata.

Se si avvertono disturbi (lieve mancanza di respiro, stanchezza inusuale, senso di cuore che batte troppo rapidamente, ecc…) avvisare subito il medico.

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Attenzione agli sbalzi del cuore

Fibrillazione Atriale e ipertensione possono portare a problemi cardiovascolari e ICTUS.  Questi disturbi sono insidiosi anche perché spesso privi di sintomi. É importante tenersi sotto controllo, vediamo come

Tenere costantemente sotto controllo lo stato del cuore è importante. La Fibrillazione Atriale e l’ipertensione sono fattori di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari e ICTUS. Individuarle e tenerle sotto controllo è dunque essenziale per prevenire e monitorare eventuali conseguenze e per evitare di correre inutili pericoli. Si parla di Fibrillazione Atriale quando il battito cardiaco diventa irregolare o accelerato. La Fibrillazione Atriale è il disturbo del ritmo cardiaco più frequente (interessa l’1-2% della popolazione) e le probabilità di sviluppare questa condizione aumentano con l’avanzare dell’età.  Le sue caratteristiche variano da persona a persona. Alcune non manifestano alcun sintomo, spesso per anni, mentre per altre i sintomi cambiano quotidianamente. Il battito cardiaco caotico, tipico di questo disturbo, origina nelle camere cardiache superiori, i cosiddetti atri, impedendo loro di funzionare correttamente. In tali circostanze, gli atri non sono più in grado di espellere tutto il sangue, che rimarrà in parte all’interno delle camere con il rischio di formazione di coaguli. La Fibrillazione Atriale, nella maggior parte dei casi, è la conseguenza di una malattia cardiovascolare, ma talvolta il disturbo può verificarsi anche in chi non soffre di alcuna cardiopatia.  Alcuni sintomi caratteristici sono, ad esempio, palpitazioni, senso di stordimento, difficoltà a respirare, dolori al torace.  In ogni caso è sempre importante diagnosticare una Fibrillazione Atriale, perché questa disfunzione cardiaca è tra i maggiori fattori di rischio ICTUS

Conoscere i valori della propria pressione

L’ipertensione arteriosa è un aumento a carattere stabile della pressione arteriosa. Non è una malattia di per sé, ma fa crescere il rischio di venire colpiti da ICTUS cerebrale, insufficienza renale e altri gravi problemi.  Per questo i controlli costanti sono essenziali. Non tutti conoscono i valori della loro pressione. Secondo la Siia, Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, sono circa 15 milioni gli italiani che hanno l’ipertensione arteriosa, ma solo la metà ne è consapevole. Si calcola che nel nostro Paese solo una persona su quattro curi bene la propria pressione. Dato che il cuore batte a intervalli regolari, si può distinguere una pressione “massima” (o “sistolica”) che corrisponde al momento in cui il cuore pompa il sangue nelle arterie, e una pressione “minima” (o “diastolica”) che corrisponde alla pressione che rimane nelle arterie quando il cuore si ricarica di sangue per il battito successivo. I valori massimi e minimi rilevati sono espressi in millimetri di mercurio (sigla: mmHg). Abbiamo la pressione alta o soffriamo di ipertensione arteriosa quando i valori della pressione massima sono uguali o maggiori a 140 mmHg, e quelli della pressione minima sono uguali o superiori a 90 mmHg. I valori si riportano anche nella forma 140/90. Anche valori di 130/80 possono essere considerati alti dal medico, se sono presenti problemi come diabete, malattie renali o complicazioni dell’ipertensione. La pressione alta è considerata un nemico silenzioso perché, fino a quando non produce danni evidenti agli organi, non è annunciata da sintomi che ne segnalino la presenza. Ecco perché è indispensabile tenere regolarmente sotto controllo i valori pressori. L’ipertensione, se adeguatamente trattata, smette di rappresentare un pericolo. È indispensabile rivolgersi sempre al medico, per avere le indicazioni sulle eventuali terapie da seguire.

Corretto stile di vita per ridurre la pressione
Obiettivo della cura dell’ipertensione è la graduale riduzione dei valori pressori. Alcuni provvedimenti riguardano lo stile di vita: maggiore attività fisica, riduzione del peso corporeo con un’adeguata dieta ipocalorica in caso di peso in eccesso, limitazioni nell’uso del sale nei cibi. Va sottolineato che si devono continuare a prendere i farmaci prescritti seguendo le indicazioni del medico curante. Mai interrompere o variare l’eventuale terapia di propria iniziativa, altrimenti potrebbero esserci complicazioni e conseguenze anche gravi per la salute. Molti studi confermano gli effetti benefici dei farmaci antipertensivi usati in modo appropriato. Pressione arteriosa e Fibrillazione Atriale vanno dunque controllate con regolarità dal medico, in farmacia e anche a casa. Si può monitorare la Fibrillazione Atriale verificando il battito cardiaco con la palpazione del polso oppure misurandosi la pressione arteriosa con apparecchi automatici in grado di indicare la possibile presenza di questa aritmia. Il controllo si esegue solo con misuratori della pressione automatici specificamente previsti per lo screening della Fibrillazione Atriale: l’indicazione si trova sulla scatola a o nel manuale d’uso dell’apparecchio.  Pochi semplici accorgimenti e il cuore sarà più al sicuro!